Il viaggio continua… siamo alle ultime battute

GIORNO 7 – Villagio di Velika Planina

Di buon mattina ci svegliamo con un chiarore inconsueto, nessuna nuvola sopra di noi e il sole si sta alzando. Benissimo! Colazione, passeggiatina distensiva per i nostri cagnoni e via pronti per una nuova avventura alla volta di Velika Planina.

In circa 10 – 15 min raggiungiamo la funivia che ci porterà sull’altopiano. Siamo i primi, non sono nemmeno le 08.00 e inganniamo il tempo bevendo un cappuccino e leggendo qualche curiosità. Scopriamo che la funivia che tra poco ci traghetterà 860 m più in alto, è lunga più di un chilometro e mezzo e non ha piloni di supporto, infatti detiene il record in Europa per questa particolarità.

Sulla funivia i cani possono salire senza problemi (sempre meglio avere al seguito la museruola, anche se per Mirtilla nessuno ci ha indicato di farla indossare).

In pochissimo tempo siamo arrivati. Da qui si gode una vista meravigliosa, siamo sopra alle nuvole. Una giornata fantastica.

Altopiano di Velika Planina

 Per arrivare al villaggio dei pastori dobbiamo salire ancora. Per farlo ci sono due possibilità, che si riducono ad una sola per chi sale con il cane. C’è la possibilità di salire tramite una seggiovia a due posti (dove per il cane non abituato potrebbe essere davvero rischioso salirci) oppure tramite un sentiero di circa 40-45 min.

La salita è abbastanza semplice soltanto in qualche punto la pendenza è un po’ più accentuata (siamo sempre in una località sciistica).

Fin da subito vediamo qualche abitazione con richiami tipici, una volta arrivati al villaggio vediamo questa distesa verde al di sopra tutto, disseminata di piccole abitazioni in legno con questo tetto, anch’esso in legno, che arriva fino a praticamente terra. Da qui è possibile fare una piacevolissima passeggiata di circa 2 o 3 ore tra saliscendi, pascoli di bovini e stazioni con dei tabelloni che riportano importanti informazioni sulle usanze e particolarità di questo villaggio. Se siete più fortunati di noi, riuscirete anche ad assaggiare qualche delizia casearia.

Panoramica Altopiano Velika Planina

Un luogo quasi incantato, vale davvero la pena andarci. Attenzione soltanto ai periodi di maggior afflusso turistico, rischiate di non essere per nulla soli, perdendo parte della magia di questo luogo a causa di troppo affollamento.  

Riscendiamo il sentiero e scendiamo con la funivia. Siamo di nuovo al parcheggio. Pranzo tipico in un ambiente davvero come a casa che ha aperto soltanto per noi e siamo di nuovo in viaggio.

Ci trasferiamo nella zona forse più famosa della Slovenia, dove si trova il rinomato Lago di Bled. Abbiamo circa un ora di strada.

Per prima cosa ci rechiamo a circa 5 km più a nord di Bled: presso la Gola di Vintgar.

Gola di Vintgar

Anche questo è un luogo abbastanza frequentato dai turisti. Una gola che si snoda per oltre un chilometro e mezzo dove all’interno scorre il fiume Rodovna. Qui, tramite un emozionante percorso tra stretti passaggi tra le rocce, ponti sospesi, rapide e cascate si attraversa tutta gola, per poi arrivare alla cascata di Šum. Da qui si percorre il percorso a ritroso verso l’uscita.

Davvero unico questo percorso, spettacolare! La visita ha un costo di circa 10 € a persona (il biglietto è raddoppiato per sostenere i lavori di manutenzione effettuati nella prima metà dell’anno 2019).

GIORNO 8 – Laghi e fiumi

Il giorno successivo siamo già nella zona di Bled e del suo rinomato lago. Per cui decidiamo di farci un giro. Fin da subito notiamo che questa è una località per certi versi mondana, con una vocazione turistica molto accentuata, ci sono pullman di turisti ovunque.

Attirati dagli splendidi scorci del lago e dalla posizione insolita della Chiesa dell’Assunzione decidiamo di percorrere la pedonale che crea un anello proprio intorno al lago stesso. Sono circa 6 km, spesso un po’ affollati, dove si incontrano turisti, rider, runner e fotografi, ma direi che una visita e d’obbligo.

Lungo il lago è possibile a bere qualcosa godendosi il panorama in uno dei numerosi bar, assaporare una fetta di torta tipica, una millefoglie con uno strato di crema indescrivibile, oppure semplicemente sedersi su di una panchina in riva al lago.

Qui poi non mancano le attrazioni turistiche come il giro su di una pletna (una barca tipica), noleggio di imbarcazioni e sup oppure per chi ama il relax ci sono numerosi centri termali. Non per ultimo la visita al Blejski grad (castello di Bled), una magnifica location per eventi dalla quale si gode una vista meravigliosa.

Per chi invece, come noi, viaggia con i cani, è sicuramente più allettante inoltrarsi per le decine di percorsi e centinaia di chilometri all’interno del Parco Nazionale del Triglav.

Il nostro viaggio alla scoperta della Slovenia è ancora lungo e i giorni a disposizione purtroppo scarseggiano per cui ci rimettiamo in viaggio alla volta di Bohjni.

Riva del Lago di Bohinj

La meta non è molto distante, sono circa 25 km. Anche qui è presente un lago, decisamente più grande di quello di Bled. Qui si respira un senso di libertà anche se si è proprio all’interno di una grande vallata all’interno del Parco Nazionale del Triglav ai piedi delle Alpi Giulie. E’ un luogo di passaggio da cui si parte per i lunghi e numerosi sentieri naturalistici che portano alle malghe oppure alle vette ancora più alte. Qui ve né davvero per tutti i gusti.

Noi decidiamo di camminare lungo il lago con i nostri cani rilassandoci e facendo qualche foto agli splendidi scorci che ormai il tramonto ci dona. Inoltre cerchiamo di distogliere Bolla (la nostra terranova) dall’intenzione di farsi un tuffo in queste limpide acque. Decidiamo di mangiare in una tipica Gostilna (Trattoria) che ci propone numerosi piatti con prodotti locali e decidiamo di ripartire verso una delle nostre ultime tappe Kobarid (Caporetto) e la Dolina Soče (Valle dell’Isonzo).

Ci aspettano circa 80 Km di strada e scopriremo poi anche abbastanza tortuosa, spesso nel buio della foresta e lungo strette strade del fondo valle.

A tarda sera arriviamo a Caporetto pernottiamo presso un carinissimo B&B (Hemingway House Slovenia) dove i cani sono ammessi, attenzione soltanto che in cortile è possibile incontrare spesso i numerosi gatti della proprietaria.

GIORNO 9 – Luoghi della Grande Guerra

Colazione e giro di perlustrazione all’interno del piccolo borgo di Caporetto.

Individuiamo un percorso per una bella escursione che parte proprio del centro del borgo, passa per Kostnica s Cerkvijo Sv. Antona (chiesa o Sacrario di Sant’Antonio da Padova) dove sono costudite le spoglie di migliaia di militari italiani che hanno perso la vita durante la Prima Guerra Mondiale.

Sacrario Sant’Antonio da Padova

Da qui ci si inoltra nel bosco lungo un sentiero che sale dolcemente lungo i resti di mura romane fino a Tonocov Grad. Un castello medievale, dove alcune parti sono state ricostruite e da dove si gode una magnifica vista, luogo strategico per cui era stato scelto il sito.

Da qui poi si scende lungo un sentiero un po’ più stretto e lungo una lunga e ripida scalinata attraverso le linee di difesa italiane della Prima Guerra Mondiale.

Arriviamo proprio sul Fiume Isonzo, che ha un colore davvero chiaro e limpido: lo attraversiamo su di un ponte di legno . Raggiunta la riva opposta scendiamo a fiume e concediamo finalmente un bagno rinfrescante a Bolla e approfittiamo per rilassarci prima di continuare verso la spettacolare Slap Kojzak (cascata) del torrente Kojzac. (Questo è un sito a pagamento – 5€ a persona).

Fiume Isonzo

Imbocchiamo la via del ritorno, ripassando a fianco al ponte e non ci rimane che attraversare nuovamente il fiume Isonzo sull’imponete Ponte di Napoleone.

Torniamo all’auto, giretto distensivo per i due anziani della compagnia e pronti a rifocillarci dopo la camminata (circa 7-8 km con dislivello positivo di 350 m circa)

Ci consigliano un locale proprio in centro di nome Hiša Polonka: una trattoria, una birreria… un po’ di tutto veramente delizioso. Consigliatissimo!

A circa 50 km da Caporetto, prima di salire verso la località sciistica di Cerkno, vale davvero la pena visitare l’Ospedale Partigiano Franja. Un museo che ricostruisce in maniera impeccabile il sito, con spiegazioni e testimonianze dell’epoca. (E’ possibile accedere al costo di € 7 per persona e i cani sono ammessi). (Ospedale Partigiano Franja)

Ospedale Partigiano Franja

Con un po’ di malinconia, ma estremamente soddisfatti, salutiamo la Slovenia e facciamo ritorno in Italia. Abbiamo scoperto un territorio molto verde, molto dog-friendly, pieno di escursioni e tranquillo, dove le persone sono molto ospitali e dove si respira aria di tradizione ma non solo.

Prossima tappa in Italia sarà il Passo Stevio, tra Trentino Alto Adige e Lombardia per un’ultima passeggiata tra le linee di difesa e trincee della Grande Guerra.

Ma ve lo racconto la prossima volta!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *